Raee - lo smaltimento dei rifiuti elettronici

A partire da agosto 2018 saranno in vigore nuove norme sul riciclo dei Raee, ovvero i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Cosa sono questi prodotti? In parole povere consistono negli apparecchi elettronici che usiamo abitualmente, dallo smartphone alla lampadina, dalla radio ai monitor del pc, dal phon fino allo spazzolino elettrico. E si tratta di oggetti che vengono classificati come rifiuti speciali dall’Unione Europea prima, dal lontano 2003, e dal nostro Paese poi, a partire dal 2008. Prodotti che quindi necessitano di una gestione e uno smaltimento rifiuti speciali a Roma fatto ad hoc e affidato a società specializzate nel settore, come Nieco. La novità è che a partire dal prossimo mese di agosto la lista dei Raee aumenterà, inglobando ulteriori prodotti che andranno riciclati.

 

RAEE, come si smaltiscono

Si calcola che nel corso di questo 2018 raddoppierà il volume dei rifiuti elettronici da smaltire, toccando la quota dei 2 milioni a partire proprio da quest’anno. Ma dove si devono buttare questi prodotti? Sicuramente non nell’indifferenziato, trattandosi di rifiuti speciali hanno bisogno, per legge, di una gestione e di uno smaltimento specifico che quindi non va confuso con quello del resto della raccolta, indifferenziata e differenziata. Questi rifiuti vanno quindi raccolti accuratamente e portati nei centri comunali così da poter essere avviati al riciclo in modo corretto. In alternativa, possiamo sempre portare i rifiuti elettronici nei negozi del settore, compresi i supermercati. Da qui la raccolta e la gestione dei Raee viene affidata a imprese specializzate che li avviano al trattamento e successivamente al riciclo o allo smaltimento per le componenti non riciclabili. Come dicevamo, a partire dal prossimo mese di agosto si aggiungeranno nuovi prodotti elettronici, come le ciabatte elettriche o le chiavette USB che dovranno subire il medesimo trattamento ad hoc.

 

Raee, le nuove leggi e l’occupazione

Le nuove norme sui rifiuti elettronici hanno anche delle positive implicazioni sull’occupazione, in quanto si stima che si creeranno fino a 15.000 nuovi posti di lavoro. Inoltre, secondo delle ricerche recenti, si risparmieranno emissioni del valore di oltre 100 milioni di euro e oltre 1000 milioni verranno risparmiati per acquistare le materie prime. Naturalmente tutto a ciò a patto di rispettare gli obiettivi di raccolta fissati da una direttiva europea, che impone di rigenerare l’85% dei rifiuti elettronici dal prossimo anno. Se consideriamo che in Italia soltanto il 40% dei Raee viene riciclato, capiamo bene come la strada da fare è ancora piuttosto lunga e impervia.

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